itzh-CNenfrdejaptrues

L’Italia resta nella Top 10 del Paris MoU

Il Belpaese passa dalla sesta alla settima posizione, mentre gli Stati Uniti scivolano nella Grey List e l’Ucraina sprofonda nella Lista Nera.

Resta sostanzialmente stabile la posizione dell’Italia nella classifica annuale delle bandiere stilata dal Paris MoU, l’associazione nata su base volontaria tra 27 Paesi (europei o affacciati sul bacino del Nord Atlantico) che si prefigge di indirizzare al meglio le ispezioni condotte dagli Stati membri nelle loro attività di Port State Control.

Dopo il sesto posto raggiunto nel 2017, quest’anno il Belpaese si presenta al settimo gradino dell’elenco (effettivo a partire da prossimo 1 luglio) che, come noto, include gli Stati le cui navi abbiano subìto negli ultimi 3 anni almeno 30 ispezioni.

Complessivamente il censimento vede quest’anno presenti 73 bandiere, 40 delle quali in White List, 20 nella Grey e le restanti 13 nella Black (lo scorso anno, a parità di paesi, la presenza nelle tre liste era rispettivamente di 42, 19 e 12 bandiere).

Italia a parte, la lista ‘bianca’ che mette in fila le bandiere ‘migliori’ dal punto di vista delle performance, vede presenti nelle prime dieci posizioni la Francia (sul gradino più alto), seguita daisole Cayman, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito e Norvegia. Dopo il Belpaese, come detto al settimo posto, compaiono Bahamas, Isle of Man e Singapore, che chiude la Top Ten.

Restando con lo sguardo sulla lista dei ‘buoni’, va inoltre notato il ritorno della Corea del Sud, dopo un anno passato nell’elenco grigio, così come l’ingresso della Polonia.

Forse ancora più degne di nota sono però le ‘cadute’ nella Grey List: quest’anno a finire nell’elenco di mezzo, scivolando dalla lista bianca, sono infatti Stati Uniti, Russia, Iran e Kazakistan.

Quanto alla lista nera, va notato l’ingresso dell’Ucraina, passata in 12 mesi direttamente dall’ultimo posto della Grey List alla 67esima posizione assoluta (su 73 totali). La lista dei ‘cattivi’ prosegue con Palau, Moldavia, Tanzania, Togo, Comore, e, ultimo degli ultimi, a chiudere l’elenco come già lo scorso anno il Congo.

Passando infine all’altra sezione della rilevazione, e cioè quella relativa alle RO (Recognized Organizations), questa per stessa ammissione della Paris MoU non ha visto quasi variazioni, tanto che che la Top 10 di categoria è praticamente identica a quella di un anno fa. Al primo posto figura ABS, seguito da Lloyd’s Register, DNV GL, Bureau Veritas, Korean Register of Shipping e quindi il RINA. Dopo l’ente italiano, compaiono Nippon Kaiji Kyokai e China Classification Society (lo scorso anno le due posizioni erano invertite), Turkish Lloyd e Russian Maritime Register of Shipping.

Peggiori RO sono invece risultati l’Intermnational Register of Shipping, lo Shipping Register of Ukraine e, all’ultimo posto, Panama Shipping Registrar Inc.

(Fonte: Ship2Ship)

Copyright 2017© - ISTITUTO ITALIANO DI NAVIGAZIONE - Via Cola di Rienzo, 190 00192 Roma IT - P.Iva 11243501001

Search